Ad agosto, per molti il lavoro continua.

Riflessioni estive

Le evidenze nazionali più recenti, basate sui dati INAIL dal 2018 al 2024, confermano che le temperature elevate aumentano significativamente il rischio di infortunio nei settori maggiormente esposti.

Tra 34 e 36 °C possono verificarsi fino a 3,5 infortuni aggiuntivi per milione di lavoratori al giorno.
Una simulazione nazionale stima inoltre che un aumento medio di 2 °C potrebbe causare circa 8.850 infortuni sul luogo di lavoro in più ogni anno.

I settori maggiormente coinvolti sono agricoltura, edilizia e logistica.

Disidratazione e stress termico possono provocare debolezza, vertigini, perdita di concentrazione e riduzione della capacità decisionale.
Nei casi più gravi compaiono confusione, disorientamento e perdita di coscienza: condizioni nelle quali non è realistico affidare la sicurezza alla sola capacità del lavoratore di telefonare o chiedere aiuto.

Per questo le indicazioni del Ministero del Lavoro e EU OSHA (Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro) raccomandano di evitare, quando possibile, il lavoro solitario durante l’esposizione al caldo.
Il costo assicurativo, gestionale e sociale è stato stimato in quasi 50 milioni di euro ogni anno.

Per un datore di lavoro, valutare questo rischio significa considerare anche organizzazione del lavoro, pause, acclimatamento, DPI, condizioni individuali e modalità di rilevazione tempestiva di un’emergenza. (*)


Sicurezza sul lavoro - inail - twicetouch dpi colpo di calore

 

A nostro avviso, a queste misure può essere utile affiancare un’ulteriore protezione: un sistema uomo a terra capace di rilevare tempestivamente condizioni di immobilità o emergenza e di attivare la procedura di soccorso.

Si tratta di una misura migliorativa che non sostituisce le misure di prevenzione previste, ma le completa.

Inoltre, la consapevolezza di poter contare su un sistema automatico di rilevazione può contribuire a non aumentare il carico psicofisico del lavoratore, già sottoposto allo stress causato dal caldo.

Il Ministero ricorda che il rischio microclimatico deve rientrare nella valutazione di tutti i rischi prevista dal D.Lgs. 81/2008. (Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro)
Diventa quindi importante verificare come viene rilevata un’eventuale situazione anomala, chi riceve la segnalazione e quali sono i tempi realistici di intervento.

 

(*) Fonti: INAIL-CNR | Ministero del Lavoro, Vademecum rischi lavorativi da esposizione ad alte temperature